Auguri pasquali del Superiore Provinciale

Domenica 9 aprile è stata diramata la Lettera degli auguri pasquali del Superiore Provinciale P. Giorgio Nalin, contentente tra l'altro la notizia di una Comunità Inserita nei Quartieri Spagnoli a Napoli con P. Rosario Graziosi ed il 25° della Presenza Rogazionista in Albania. Di seguito si riporta il documento.

Bari, 9 aprile 2017
Domenica delle Palme
Prot. N. 122/17
Oggetto: Comunicazioni e Auguri pasquali
MM. RR. Superiori e Confratelli
Case della Provincia Sant’Annibale Italia Centro-Sud
Loro sedi


Carissimi Confratelli,
lo scorso 6 gennaio è stato pubblicato un nuovo documento della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica che ha come titolo: Per vino nuovo otri nuovi. Dal concilio Vaticano II: La vita consacrata e le sfide ancora aperte. Orientamenti.
Il documento, che vi esorto a leggere anche comunitariamente, è frutto della plenaria del Dicastero del 2014 che ha inteso fare una verifica del percorso della vita consacrata in questi cinquant’anni che ci separano dal Vaticano II. Esso invita a «discernere la qualità e il grado di maturazione del vino nuovo che si è prodotto nella lunga stagione del rinnovamento post-conciliare» (n. 9).
Come si può evidenziare dal titolo, il testo si ispira al lògion di Gesù «Nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!» (Mc 2, 22) che mette in guardia i discepoli contro la tentazione di voler bloccare nella propria vita la freschezza e la forza profetica dell’annuncio evangelico.
Questa è una tentazione per la Chiesa di sempre e anche per la vita consacrata attuale. Essa, afferma il documento, è posta soprattutto oggi di fronte a grandi sfide quali la fedeltà creativa al proprio carisma, l’espressione della vocazione profetica che la caratterizza e la rende significativa nella Chiesa e nel mondo (cfr. Papa Francesco, Lettera a tutti i consacrati, II, 2), la ricerca appassionata della conformità con il Signore Gesù (cfr. VC 37), le difficoltà che comportano i tempi che stiamo vivendo e la grande sfida di «riprodurre con coraggio la audacia, la santità e la creatività» dei fondatori (cfr. VC 37).
In questo contesto, la vita consacrata è chiamata a vigilare attentamente per non cedere alla tentazione di versare «vino nuovo in otri vecchi». Pertanto, afferma il documento, non è possibile conciliare il vino nuovo del proprio carisma con stili, abitudini, diaconie, linguaggi e anche strutture obsolete che, non soltanto non manifestano freschezza e bellezza, ma che lo rendono di fatto “invisibile”, non manifestano freschezza e bellezza, ma che lo rendono di fatto “invisibile”, non significativo e attraente. La vita consacrata oggi richiede apertura mentale per immaginare modalità di vera sequela Christi, profetica e carismatica. Se vogliamo che la spiritualità e la missione dell’Istituto restino attuali e la nostra vita di consacrati parli ai contemporanei, il carisma, la vita e la missione devono trovare espressioni rinnovate. Nell’indicare questo obiettivo il documento, richiamandosi alla natura profetica della vita consacrata particolarmente evidenziata da Papa Francesco, invita i consacrati ad “un esercizio di discernimento evangelico”, per riconoscere – alla luce dello Spirito – gli appelli che Dio fa risuonare oggi per la sua Chiesa.
Credo che tale esercizio di discernimento sia utile e necessario anche per le nostre realtà, chiamate ad esprimere in maniera adatta ai tempi e ai luoghi la vita consacrata rogazionista. Gli orientamenti del documento ci offriranno certamente validi spunti e indicazioni.
Sulla scorta di queste autorevoli riflessioni e in linea con le indicazioni del XII Capitolo Generale, colgo l’occasione per comunicare che, volendo intensificare in forme nuove la solidarietà con i poveri e i bisognosi, già lodevolmente presente nelle nostre comunità, ho accolto e condiviso con il Consiglio il progetto di avviare in Provincia una Comunità inserita (cfr. Norme, 98) tra i poveri. L’esperienza, che in questa prima fase vede impegnato il P. Rosario Graziosi nell’attesa di affiancare qualche altro confratello, è prevista nei Quartieri Spagnoli a Napoli.
Si tratta di una comunità che abita in un quartiere popolare, che condivide la vita della gente, si mette a disposizione, fa opera di apostolato in collegamento con la parrocchia locale, diventa stimolo per la promozione umana e sociale promuove la legalità, la condivisione, la solidarietà. L’iniziativa si pone, tra l’altro, nella linea della chiesa “in uscita” verso la quale ci sollecita continuamente Papa Francesco. Confido che l’iniziativa, pur nel contesto ridotto di personale a tutti noto, possa essere benedetta dal Signore.
Desidero ricordare, inoltre, due prossime significative ricorrenze. La prima, che è stata ampiamente ricordata dal Superiore Generale con la recente lettera circolare del 19 marzo u.s. (prot. 91/17), è il centesimo anniversario della nascita del Servo di Dio P. Giuseppe Marrazzo che ricorre il prossimo 5 maggio.
Essendo P. Marrazzo nato nel territorio della nostra Provincia, dove ha vissuto ed espresso, per lo più, il suo intenso apostolato, ci sentiamo particolarmente coinvolti nel ricordare l’evento ed impegnati a intensificare la promozione della conoscenza della sua figura carismatica, come anche a continuare a favorire il ricorso alla sua intercessione perché, se è volontà del Signore, si possa giungere quanto prima al riconoscimento della sua santità. L’articolata lettera del Superiore Generale, già citata, ci offre una ricca opportunità per una riflessione comunitaria sulla sua figura e sulla sua santità.
Ricorderemo poi, il prossimo 18 giugno, il venticinquesimo anniversario dell’inizio della nostra missione albanese. Ci uniamo ai confratelli della missione che stanno organizzando momenti opportuni di celebrazione e di festa, il primo dei quali sarà il terzo turno di formazione permanente che si svolgerà prossimamente proprio a Shënkoll. Sarà occasione per rendere grazie al Signore del cammino fatto proprio a Shënkoll. Sarà occasione per rendere grazie al Signore del cammino fatto in questi 25 anni, esprimere riconoscimento e gratitudine ai confratelli che vi hanno lavorato e vi operano, rinnovare l’attenzione e l’interesse per questa nostra missione e riflettere sulla disponibilità alla missione ad gentes.
Carissimi Confratelli, il mistero pasquale che celebriamo sempre, ma in modo speciale in questi giorni, ci innesta nella vita di Cristo rendendoci partecipi della relazione di amore con il Padre.
Con la Pasqua veniamo abilitati ad essere “otri nuovi” (Mc 2, 22) per accogliere in noi il “vino nuovo” dell’amore con il quale siamo da lui amati e per metterlo in circolo nelle relazioni fraterne.
È dono, ma nello stesso tempo impegno, trasmesso nel gesto della lavanda dei piedi e nella ripetuta consegna del “comandamento nuovo” durante l’ultima cena (cfr. Gv 13, 34; 15, 12. 17).
Come discepoli accogliamo l’amore del Figlio per testimoniarlo tra di noi e al mondo. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri (Gv 13, 35).
La celebrazione della Pasqua del Signore, dopo il cammino penitenziale della Quaresima, ci rinnovi in questo “apostolato” di fraternità e di comunione, superando limiti e sufficienze per aprirci sempre più alla condivisione e all’amicizia.
Attraverso di voi invio i miei più sinceri e cordiali auguri a tutte le persone, ragazzi, giovani, famiglie, associazioni, che sono raggiunte nell’esercizio del vostro ministero, per rivolgere a ciascuno il saluto pasquale:
Il Signore è risorto, alleluia! Si è veramente risorto, alleluia!
P. Giorgio Nalin, superiore provinciale.