BARI, VILLAGGIO DEL FANCIULLO. In tempo di coronavirus

 

L’8 marzo è stata celebrata in parrocchia l’ultima Eucarestia alla presenza dei fedeli. Pertanto dopo la disposizione che proibiva le cerimonie sacre, grazie alla collaborazione dei giovani è stata introdotta la diretta facebook per le liturgie e alcuni momenti di preghiera.

La Comunità religiosa si incontra quotidianamente la mattina per la meditazione e la celebrazione delle lodi mattutine; prima del pranzo per l’ora media e l’invocazione per i buoni operai e la sera per la preghiera del S. Rosario e la Celebrazione Eucaristica trasmesse in diretta. La concelebrazione eucaristica rappresenta per la comunità il momento più importante per presentare in comunione con tutti i fedeli la comune invocazione al Signore perché ci liberi da questa pandemia. Si segue l’evolversi della situazione non solo con l’ausilio dei media ma soprattutto con il contatto personale che ciascun confratello cura con i fedeli affidati alle proprie cure pastorali. In più di qualche circostanza la comunità ha sperimentato una particolare sofferenza per la notizia della morte di persone conosciute direttamente attraverso il ministero pastorale.

Fin dall’inizio di questa pandemia che è concisa con la preparazione alla solennità di S. Giuseppe è stato spontaneo leggere questo particolare momento alla luce di una caratteristica esperienza di P. Annibale che nel 1887 con una preghiera rivolta al Patrono della Chiesa chiedeva la liberazione della città di Messina dall’epidemia del colera. Sappiamo dalla storia che in quella epidemia una nobildonna messinese implorò da S. Antonio di Padova la liberazione della sua famiglia e fece il voto di donare il pane per gli orfani di P. Annibale. La famiglia fu scampata dall’epidemia e la donna ripetutamente portò il dono del pane. Così ebbe inizio la pratica dell’offerta del pane di S. Antonio.

Ancora oggi prosegue quest’opera della Provvidenza di Dio che continua ad operare nel cuore di tante persone generose. A tal proposito voglio testimoniare un fatto accaduto nei giorni scorsi. Ho ricevuto in dono dal panettiere una focaccia. Durante il tragitto per tornare in istituto sono passato davanti alla casa di una persona che vive da sola allora ho pensato di suonare alla porta per lasciare in dono quanto avevo ricevuto. Non è passata un’ora da quando la Provvidenza ci ha visitato attraverso una persona generosa che ha donato il centuplo. Quello che può sembrare opera del caso per noi sono “dioincidenze” che del resto sono già previste nel Vangelo: Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna” (Mt 19, 29).

Purtroppo le diverse attività apostoliche della Parrocchia e del Centro di Formazione Professionale (CIFIR) sono sospese. L’unico servizio che viene comunque portato avanti e quello della mensa S. Annibale Maria Di Francia che vede impegnati in vario modo la comunità e volontari. Questo momento ci sta permettendo di sperimentare quanto afferma l’apostolo che tutto scomparirà ma “la carità non avrà mai fine” (1 Cor 13, 8).

P. Vincenzo D’Angelo