Buona Pasqua!

Il Superiore Provinciale P. Giorgio Nalin trasmette ai religiosi ed ai laici della Provincia S. Annibale ICS gli auguri pasquali. Di seguito il testo completo della lettera.

Bari, 27 marzo 2017

Prot. N. 61/18
Oggetto: Auguri pasquali.

MM. RR. Superiori e Confratelli
Case della Provincia Sant’Annibale Italia Centro-Sud
Loro sedi

Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. … cominciò a lavare i piedi dei suoi discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.(Gv 13, 1.5) 

Carissimi Confratelli,
Il mistero della Pasqua, centro e cuore dell’anno liturgico, ritorna anche quest’anno con tutta la sua grandezza e ricchezza di riti e celebrazioni, che, introdotte dalla Domenica delle Palme, con il Triduo Pasquale portano alla Risurrezione di Gesù.

La Liturgia ci conduce passo passo nel mistero: dall’ingresso festoso a Gerusalemme e dal memoriale dell’Eucaristia e della nascita del sacerdozio, che nella nostra tradizione rogazionista figurano come “parto gemello del Cuore di Gesù”, al servizio umile della lavanda dei piedi, dalla contemplazione e rivisitazione del mistero della croce al percorso battesimale della veglia pasquale. 

Mentre ci apprestiamo a celebrare questi misteri, insieme ai Padri del Consiglio, desidero far pervenire a tutti voi i miei auguri pasquali richiamando particolarmente il segno umile e significativo compiuto da Gesù con la lavanda dei piedi, gesto che deve caratterizzare quotidianamente il nostro servizio apostolico e pastorale.

Il Maestro e Signore, come riportato nel capitolo 13 del vangelo di Giovanni, si china davanti a ciascun apostolo, compreso Giuda, per lavare i piedi, suscitando l’imbarazzo comune, a cominciare da Pietro, che si schernisce ma poi si arrende, vinto da tal gesto di amore. E dà loro il mandato: “quello che ho fatto io, fatelo anche voi” che precede ed è analogo al “fate questo in memoria di me” che caratterizza la vocazione ministeriale nella Chiesa. Essa si coniuga col carisma evangelico del Rogate che nasce come l’Eucaristia ed il sacerdozio, dalla profondità del Cuore di Cristo, dalle sue “pene intime”, dalla compassione per le folle stanche e sfinite come pecore senza pastore e dal suo zelo per la salvezza delle anime. 

In questa ottica di servizio umile ed efficace, proprio come la lavanda dei piedi, vogliamo porre quest’anno una attenzione particolare alle vocazioni ed ai giovani che costituiranno il soggetto e l’oggetto della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma nel prossimo ottobre. Il Sinodo su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” deve vedere anche noi attenti e fortemente interessati, soprattutto per il discernimento e l’accompagnamento vocazionale, parte integrante della vocazione rogazionista.

In un mondo che cambia rapidamente, con una generazione (iper)connessa, facilmente vulnerabile ed in continuo cambiamento nei desideri, bisogni, sensibilità, relazioni, tenendo conto che la vocazione è innanzitutto un fatto ed un dono di fede, siamo impegnati anche noi ad interrogarci su come camminare con i giovani ed accompagnarli. Occorre incontrare i giovani “lì dove sono, adeguandosi ai loro tempi e ai loro ritmi; passare del tempo con loro, ad ascoltare le loro storie, le loro gioie e speranze, le loro tristezze e angosce”.

Papa Francesco lo sottolinea: «Lo chiedo soprattutto … ai Sacerdoti: voi siete i principali responsabili delle vocazioni cristiane e sacerdotali, e questo compito non si può relegare a un ufficio burocratico. Anche voi avete vissuto un incontro che ha cambiato la vostra vita, quando un altro prete – il parroco, il confessore, il direttore spirituale – vi ha fatto sperimentare la bellezza dell’amore di Dio. E così anche voi: uscendo, ascoltando i giovani – ci vuole pazienza! –, potete aiutarli a discernere i movimenti del loro cuore e a orientare i loro passi» (Discorso ai partecipanti al Convegno di pastorale vocazionale, 21 ottobre 2016).

Luoghi opportuni, lo sappiamo bene, sono innanzitutto le parrocchie ed i santuari, soprattutto attraverso la vita sacramentale che favorisce l’accoglienza del dono di Dio nella propria esistenza per partecipare alla missione ecclesiale. Sono, poi, gli ambienti nei quali svolgiamo le attività sociali, il mondo del volontariato ed i poveri: “l’impegno ad ascoltarli può essere un’occasione concreta di incontro con il Signore e con la Chiesa e di scoperta della propria vocazione”. Le nostre associazioni e movimenti, possono offrire ai giovani percorsi di discernimento, come anche le esperienze missionarie, da tanti anni tipiche soprattutto quelle in Albania, come momenti di servizio generoso e di scambio fecondo.  

Infine comprendiamo bene che il discernimento e l’accompagnamento vocazionale portano frutto quando si coltiva la familiarità con il Signore, il dialogo con la sua Parola, l’adorazione eucaristica, elementi pratici della nostra vocazione rogazionista.

Carissimi,

il prossimo Sinodo dei giovani che significa letteralmente “camminare insieme”, nella luce della Pasqua di quest’anno, è uno stimolo anche per noi per percorrere una strada maggiormente condivisa, sul territorio della nostra Provincia, negli ambienti nei quali siamo presenti ed operiamo, le nostre comunità, le parrocchie, i santuari, con una animazione vocazionale e carismatica più efficace ed incidente nelle diverse Chiese locali, e con la speranza di poter raccogliere anche noi quei “germi di vocazioni che a piene mani Dio semina nel campo della Chiesa”.

Con questi sentimenti auguro a ciascuno di voi, alle vostre comunità, soprattutto ai religiosi anziani ed ammalati, ai ragazzi e ai giovani delle realtà educative, ai laici rogazionisti, ai volontari ed a tutti i collaboratori, una santa Pasqua.
P. Giorgio Nalin rcj, Superiore Provinciale