Gli auguri del Superiore Provinciale

Nell'imminenza delle feste natalizie il Superiore Provinciale P. Giorgio Nalin ha indirizzato alla Provincia S. Annibale, Italia Centro Sud, gli auguri. Si riporta di seguito il testo.  

 

Bari, 16 dicembre 2017
RR. Superiori e Confratelli
Case della Provincia Sant’Annibale Italia Centro-Sud
Loro sedi

“O Bambinello Gesù, questa è notte di amore e noi vi presentiamo i nostri cuori, vi protestiamo il nostro amore e vi rendiamo fervidi ringraziamenti per questo Natale!”  S. Annibale Maria Di Francia[1].

Carissimi Confratelli,
nell’imminenza del S. Natale, al quale ci stiamo preparando con la bella tradizionale novena ispirata da Padre Annibale, anche a nome del Consiglio, desidero far pervenire a ciascuno di voi, ad ogni Comunità, religiosi, seminaristi, ospiti delle strutture educative, personale addetto alle varie attività, ai numerosi volontari e collaboratori, i miei auguri fraterni.

Con il Natale, il cielo è sceso sulla terra, e la liturgia del tempo natalizio ci invita a guardare la luce che viene dall’alto: Dio, l’Eterno, l’Onnipotente si incarna in Gesù e nasce come un bambino, nell’umiltà della nostra carne, per condividere con l’uomo la precarietà e la povertà dell’esistenza. Si realizza così la profezia dell’«Emmanuele», «Dio con noi» (Is 7,14).

Ci accostiamo ancora una volta alla grotta di Betlemme con i sentimenti più vivi di semplicità, gioia, stupore innocente, nella contemplazione del mistero della natività del Bambino Gesù, “nato sotto la legge” da Maria Vergine, amabilmente vegliato e custodito da Giuseppe, visitato dai pastori e cantato dagli angeli.

Lo facciamo con gli stessi atteggiamenti di S. Annibale che aveva nei confronti di Gesù Bambino una devozione tenera, ed infondeva i medesimi sentimenti ai piccoli ed ai poveri, ai suoi religiosi ed alle suore con la serie di iniziative ed “industrie spirituali” che non appartengono solo alla nostra storia e tradizione, ma sono parte anche della nostra spiritualità.

La significativa ed originale preparazione al Natale con la tradizionale novena delle nove lampade, l’utilizzazione degli elementi propri della Grotta di Betlemme, di ciò che è necessario per l’accoglienza di un neonato, sono elementi adatti a coinvolgere anche emotivamente i piccoli ed i semplici. Non costituiscono semplicemente retaggio di un passato sentimentale, ma possono tuttora risvegliare nei nostri cuori l’amore alle cose semplici, il ritorno all’essenziale, la cura dei particolari, la scelta evangelica di tornare ad essere piccoli per meritare il Regno dei cieli.

In questo contesto pregno di mistero, aperti sulla situazione odierna del mondo e della società che vive il silenzio e, talora, l’assenza di Dio, che sopporta il disagio della precarietà lavorativa, affettiva, dell’instabilità della famiglia e delle istituzioni, della solitudine e dell’emarginazione, possa partire proprio dalla grotta del Bambino Gesù un nuovo stimolo alla speranza che tutto può cambiare se si riconosce si accoglie nel cuore e nella vita il Cristo Salvatore.

Lo hanno saputo riconoscere i pastori che, pur nella loro povertà ed emarginazione, accorsero alla grotta e tornarono alle loro dimore “glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano visto ed udito” (Lc 2, 15-18); lo hanno compreso i Magi nella loro grandezza e sapienza: “prostratisi Lo adorarono e per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (Mt 2, 11-12).

Ugualmente nella vita religiosa, dove talora si possono evidenziare contraddizioni e cedimenti a livello psicologico, spirituale e comunitario, dove c’è il rischio che la vita e le opere non corrispondano ai propositi ed agli impegni assunti, dove può sembrare assopito o rassegnato lo stimolo al nuovo, le spinte di rinnovamento carismatico e di servizio apostolico, la nascita di Gesù viene a “sconvolgere la nostra vita” e a delineare un percorso nuovo, con metodi nuovi, con un nuovo entusiasmo per sentirci amati da Dio ed essere strumenti di amore e di servizio nelle sue mani misericordiose.

 È questo che di cuore auguro a ciascuno di voi, alle Comunità, soprattutto ai confratelli anziani e ammalati, ai collaboratori ed alle loro famiglie, ai Laici della Famiglia del Rogate, agli alunni, ai nostri familiari ed amici.

Approfitto inoltre per formulare auguri altrettanto fraterni e gioiosi per il nuovo anno 2018, che spero sia ricco di benedizioni e di grazie dal cielo.
P.Giorgio Nalin rcj
Superiore Provinciale                                                                                                                                                                                                                                     

[1] A. M. Di Francia, Saluto, adorazione e supplica al Bambinello Gesù, neonato nella grotta di Betlemme, Scritti, I, Roma 2007, p. 294.