NAPOLI, ISTITUTO ANTONIANO. In tempo di coronavirus

Stampa

Situazione locale. La città di Napoli come per tutt’Italia, a seguito delle disposizioni governative dal giorno 9 di marzo è entrata nella cosiddetta quarantena “io resto a casa”. Sono rimaste attive sole quelle attività ritenute essenziali e indispensabili. La RSA “P. Annibale Di Francia” continua la sua attività assistenziale e sanitaria con evidenti restrizioni, alcune delle quali riguardano gli stessi ospiti della struttura, ai quali è stato impedito di uscire e quindi sostare nel piazzale antistante l’Istituto. Per i parenti e familiari è stata impedita ogni visita. L’istituto prosegue nell’attività caritativa della distribuzione di pacchi viveri correlata con l’associazione del Banco delle Opere di Carità, per cui una volta al mese continua la tradizionale attività caritativa, usando le cautele raccomandate, cercando di evitare assembramenti e mantenendo le distanze di sicurezza. Questa è stata svolta nella giornata del 13 di marzo. La prossima è prevista nel mese di aprile, durante la settimana santa.

Disposizioni della Chiesa Locale. La diocesi di Napoli si è allineata a quanto disposto dalle autorità civili e a quelle emanate poi dalla CEI. In seguito alle suddette disposizioni sono state sospese tutte le attività liturgiche (Celebrazioni delle Ss. Messe con fedeli, dei sacramenti, dei funerali (per questi la sola benedizione della salma, appena lasciata l’abitazione), pastorali (sospese catechesi e celebrazioni tradizionali: via crucis, adorazione….). La nostra chiesa parrocchiale sta aperta dalla 10:00 alle 12:00 tutti i giorni. Sospese anche le attività sportive promosse dall’associazione Karol. Quanto alle attività caritative queste continuano in forma emergenziale: non c’è più la mensa dei giorni martedì e domenica, ma solo la distribuzione dei pasti negli stessi giorni, svolta con tutte le procedure e cautele e distanze raccomandate.

La vita comunitaria. Si svolge praticamente nella regolarità vissuta tutto sommato anche in tempi di non emergenza. È stata sospesa la lettura spirituale, su richiesta di qualche confratello e si tengono riunioni solo per argomenti urgenti. Anche a tavola è stata rispettata la regola della distanza, e qualche confratello si è spostato lasciando tra i commensali una distanza anche superiore a quella suggerita di un metro. Il superiore ha raccomandato ai confratelli di evitare di uscire se non per stretta e verificata necessità. Per tutti i bisogni il Padre Economo, coadiuvato dal collaboratore Mauriello, provvede ad ogni necessità alimentare e logistica. Alcuni confratelli poi si sono specializzati ad acquisti on line per cui riescono a far fronte anche a qualche altro bisogno. Tutti i servizi ausiliari (cucina, pulizia locali e lavanderia), essendo affidati a ditta esterna complessivamente continuano ad essere assicurati sia per i confratelli, sia per gli ospiti della comunità CEDRO. Non si registrano particolari situazioni di disagio dovuti alla disposizione “io resto a casa”, tenuto conto che la permanenza in Istituto non toglie nulla ai confratelli e poi c’è ampio spazio per muoversi si all’interno dell’istituto sia a passeggiare negli spazi esterni allo stesso. Qualcuno infatti ne approfitta anche per andare sul piazzale, per lo più deserto se non con la presenza di qualche cittadino a passeggio con il cane.

Mentre scrivo ignoro se la comunità vorrà prevedere per le celebrazioni liturgiche del triduo pasquale, seppure in forma semplice, una celebrazione comunitaria. Finora ogni sacerdote ha provveduto singolarmente per la S. Messa. Nella prima settimana di lockdown imposto dalle autorità civili abbiamo ospitato il P. Marco Pappalettera, della residenza ai Quartieri Spagnoli. Poi successivamente, constatata l’attività pastorale dello stesso, che lo portava a contatti giornalieri con estranei e la sua decisione a non interrompere le attività della Residenza, è stato concordato anche con lo stesso P. Marco che prudentemente rientrasse nella sua abitazione per non esporre a rischi i confratelli anziani soprattutto e, specificatamente, gli ospiti minori della struttura CEDRO. 

La comunità educativa CEDRO. Continua a funzionare in regime ridotto. I ragazzi ospiti sono in tutto quattro. Uni di loro ha avuto il permesso di rientrare in questo periodo in famiglia, per gli altri vige l’ordine tutelare di permanenza nella struttura. Gli educatori sono stati messi in congedo feriale e per la prima quindicina ha provveduto il P. Stefanelli coadiuvato da un’educatrice. Per le settimane successive si prevede il concorso di un secondo educatore, per rendere funzionali i turni di riposo. Per i ragazzi rimasti sono state sospese le visite dei familiari come prevede la norma generale. Per una tutela più accorta i ragazzi non vengono più a pranzare con la comunità, cosa avveniva nelle festività e nelle domeniche.

L’attività della segreteria UPA. La prima settimana si è svolta regolarmente, per la successiva abbiamo adottato la possibilità del lavoro a casa (Smart Working). A tutt’oggi, 4 di aprile, continua tale modalità.

Suggerimenti del Superiore Provinciale. Di ogni comunicazione del superiore provinciale viene solitamente data lettura comunitaria. Ma in questo periodo, come detto avanti, essendo sospesa la lettura comunitaria, il superiore si è accertato che ogni confratello avesse contezza di quanto comunicato dal superiore provinciale, provvedendo a reiterare per e-mail la stessa nota e poi chiedendo a tutti se ne avessero preso atto. Il suggerimento di approfittare in questo periodo per dedicare più tempo alla lectio divina è stato lasciato alla singola iniziativa e responsabilità di ognuno.

Napoli, 4 aprile 2020

P. Vito Magistro