PASQUA 2020. Gli auguri di P. Sandro Perrone, Superiore Provinciale

  • Presto, andate a dire ai suoi discepoli: 
  • È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. 
  • Ecco, io ve l’ho detto. Matteo 28,7 
 Carissimi Confratelli,   
vi giungano gli auguri più affettuosi e sinceri per la Santa Pasqua! Mai avrei immaginato di doverli porgere in questo modo e in queste condizioni. Non desidero tornare ancora su cose e argomenti già sentiti perfino troppe volte. Vorrei, invece, toccare un tasto differente. Molti certamente conoscono il libro L’amore ai tempi del colera del Premio Nobel colombiano Gabriel Garcia Marquez. Ecco, mi veniva da pensare: la vita religiosa al tempo del Coronavirus, la nostra vita religiosa.
 
 Obbligati, come tutti, ad una forzata clausura, e per alcuni forse anche una forzata inattività, siamo stato costretti a reinventarci una vita quotidiana diversa rispetto al solito. Siamo comunque fortunati, perché i nostri istituti ci consentono una relativa libertà di movimento, mentre molte famiglie sono costrette a vivere, a convivere, in pochi metri quadrati, con tutte le conseguenze che ne derivano.  Ho cercato di dare alcuni suggerimenti su come impiegare al meglio questa sosta forzata e prolungata che ci obbliga ad abitare molto più tempo in comunità. Vi ho invitati ad una preghiera più liturgica e corale, alla lettura e allo studio di testi teologici e spirituali, che danno nerbo e vitalità alla nostra consacrazione religiosa, ad una fraternità più intensa e sentita (meno obbligata) che, alle fonti della Liturgia, della Parola di Dio e della nostra letteratura rogazionista, offra migliori occasioni e più slancio apostolico e spirituale. Questa occasione, da ostacolo e sfida potrà diventare opportunità e kairòs anche per ritessere le nostre relazioni fraterne.   Mi auguro sinceramente che questo tempo “sospeso” termini al più presto, ma non possiamo certamente saperlo: il futuro è sempre e solo nelle mani di Dio. Nessuno aveva mai provata un’esperienza simile, nessuno poteva nemmeno prevederla; ma ora ne siamo pienamente coinvolti, la stiamo vivendo e soffrendo: è necessario affrontarla con coraggio, fiducia, speranza, cogliendo, da tanta sofferenza che constatiamo, tutto il bene possibile. Non dimentichiamo che proprio in occasione di un evento simile, il terribile colera di Messina del 1887, il Signore offrì al Padre il dono provvidenziale del Pane di Sant’Antonio di Padova attraverso il gesto di carità della vedova Susanna Consiglio.  
 
Anche per noi questa può essere un’occasione storica, che un giorno potremo forse anche raccontare, occasione che ha messo in luce la fantasia e la creatività di tanti confratelli, che hanno saputo inventare nuove forme di comunicazione, apostolato, evangelizzazione, carità, solidarietà. Questo grande patrimonio di esperienze, questa ricchezza, non deve andare perduta come un brutto ricordo da dimenticare al più presto. Al contrario, è necessario fare memoria e ricordare con animo grato e lieto quanto Dio, Padre buono e misericordioso, ci ha permesso e ci permette di vivere e sperimentare nel suo amore da scrivere nel Libro dei Divini Benefici, come ci ha insegnato il Padre. Trovo, pertanto, positiva l’iniziativa avviata da qualche giorno sul sito della Provincia (www.rogazionistisud.it) dove viene raccontata l’esperienza che le nostre Comunità stanno vivendo in questo singolare frangente con la descrizione dello spirito che le anima, dei disagi, gioie, opportunità, problemi, preoccupazioni, prospettive; le attività in atto e loro modalità concrete di svolgimento; le iniziative pastorali e di carità intraprese in una situazione così singolare. In particolare quale influsso il tempo “sospeso” della pandemia abbia prodotto nel clima della vita comunitaria, nel suo cammino spirituale, tenendo anche presenti i suggerimenti offerti nelle mie precedenti comunicazioni, che ricordavo sopra.  Carissimi Confratelli, siamo entrati nella grande settimana, la Settimana Santa che avrà il suo culmine nel Triduo pasquale sacramentale memoria della passione, morte e risurrezione del Signore Gesù. In sintesi, è tutta la nostra vita: non possiamo entrare nella Gloria senza passare per la Croce: «Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. (Lc 14,27). Seguire Cristo vuol dire portare la propria croce con sofferenza e gioia fino al Calvario e solo così entrare nella gloria della Risurrezione.  
 
In queste ultime settimane alcuni Confratelli ci hanno lasciati, altri lottano con la malattia, l’età, gli acciacchi. A questi va in particolare il mio pensiero e la mia preghiera. Sappiamo tutti che cosa significhi tutto questo. La nostra Provincia vive l’ora della sofferenza e della prova, ma sperimenta anche il fremito irresistibile della speranza e della fiducia: sì, il Signore è veramente risorto e ci attende in Galilea, nei nostri posti di lavoro, di gioia e di dolore. Questa certezza ci infonde fiducia e speranza. Il mio augurio si estende agli alunni, ai collaboratori laici, ai cenacoli di preghiera per le vocazioni, ai membri dell’UPV, a tutti gli amici e benefattori. 
Auguro a tutti e a ciascuno una Santa Pasqua di Risurrezione nella luce e nella gloria del nostro Redentore.
Vi abbraccio e vi benedico. 
 
P. Alessandro Perrone rcj Superiore Provinciale